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Elio Mariucci nasce  a Città di Castello (PG) dove vive e lavora. Inizia il suo percorso artistico, con una prima mostra personale nell' aprile 1973 presso la “Sala d' arte e cultura” della sua città. Seguono altre personali ma frequentando l'ambiente artistico cittadino viene a contatto con tutti i suoi protagonisti e con quattro di loro, Gino Meoni, Corrado Ottaviani, Piero Pellegrini e Gabrio Rossi, fonda il “Gruppo 13x3”. *

Nel 1979, dopo le prime esposizioni, Gabrio Rossi lascia la formazione per proseguire da solo la sua ricerca artistica. Il Gruppo, formato ormai stabilmente da soli quattro artisti, durante il suo percorso (1978- 1999), ha dato vita a esperienze entusiasmanti e ha consolidato indissolubilmente l' amicizia che ne era stata sicuramente l' elemento base.

Nel 1978 il Gruppo organizza a Todi la mostra "Visual(mente)" durante la quale fa conoscenza con Piero Dorazio che apprezza non solo le opere esposte ma il fatto che i suoi autori abbiano dato vita ad un gruppo artistico, se pure al suo esordio. * Quello fu l' inizio della lunga amicizia con il grande pittore e l'occasione poi per la conoscenza di tanti grandi artisti che da tutto il mondo venivano in Umbria e frequentavano l'affascinante studio di Piero Dorazio.*

Il lungo e magico sodalizio del Gruppo 13x3 si è inesorabilmente concluso con la scomparsa di Piero Pellegrini prima (aprile 1991) e di Corrado Ottaviani poi (luglio 1999). In occasione della personale “Piccole quinte dell' anima” dell' ottobre 2004 Elio Mariucci scrive: .....”.camminare con le mie sole gambe, dopo un magico sodalizio durato tanto a lungo, è ormai per me diventato quasi come muovere i primi passi per un bambino: drammaticamente difficile e faticoso ma allo stesso tempo stimolante e ineluttabile.

E' certo comunque, che il ricordo ancora vivo delle loro persone e l' immortalità (almeno per me) delle loro opere, mi sostengono e mi spronano in questa mia ormai solitaria ma irrinunciabile ricerca di me stesso.”  Attualmente Elio Mariucci ha focalizzato la sua attività di pittore e scultore, in collaborazione con l'atelier “Legno & Colore, anche sul concetto di “arte applicata” che tende a dare a oggetti di uso comune forme e valenze artistiche.*

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Sogni e Segreti


…Una profonda amicizia mi lega ad Elio e alla sua famiglia. Ogni occasione di incontro con lui ed Emanuela non si riduce mai al semplice trascorrere assieme una piacevole serata, ma si trasforma, inevitabilmente, in momento prezioso di confronto, riflessione, conoscenza e scoperta di aspetti che fanno riferimento anche alla condizione dell’uomo e dell’arte più in generale. Entrare nella loro casa è un po’ come evadere dal grigiore e dalla banalità del quotidiano. 

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Alle pareti trovi appesi moltissimi quadri che ti catturano con i loro colori e bellezza, come, del resto, la presenza di ceramiche, più o meno antiche, risulta essere un elemento importante di quel luogo. Le sculture che scopri qua e là negli angoli della casa, attirano l’attenzione di colui che le osserva e provano ad "ingannarti" con la loro apparenza divertente, ironica, che sottende, però, le paure legate al periodo dell’infanzia, paure grandi per un bambino, ora divenute piccole per l’artista adulto, ma sempre presenti come traccia indelebile e come sogno. Si tratta, per lo più, di piccoli assemblaggi di ferro che appartengono agli ultimi anni della produzione artistica di Elio e che testimoniano la tendenza ad un arduo e versatile sperimentalismo."Rifugio d’ombre", "Sonno di regina", "Souvenir" sono i titoli che Elio ha scelto per alcune di queste opere, essi scaturiscono da un unico filo rosso che li unisce insieme: il gusto di giocare con i significati, il dire e non dire, la dimensione fantastica, il mistero, l’inconscio. Altrettanto simile è la riflessione che si può fare nel leggere i nomi e nell’ammirare alcune delle sue ultime opere pittoriche, come ad esempio: "Sequenza anomala", "Cuore ingannatore", "Colori ribelli" dove l’artista va a scavare i labirinti segreti del suo animo, metafore, quindi, di un viaggio nella propria vita interiore. Corridoi, strade colorate e non, si susseguono e si intersecano nei quadri di Elio e, attraverso un percorso di autoconoscenza e riflessione che ogni uomo può fare potenziando le proprie facoltà intellettive, non risultano più senza via d’uscita. Elio ha trovato, in questo momento della sua vita, molte delle risposte che ha sempre cercato attraverso l’arte, i contatti umani e gli affetti più cari…